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GIOSUE CARDUCCI Presentazione di
S.A.R. Aimone di Savoia COLLANA: De Monarchia |
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IL TESTO E L’AUTORE Giosue Carducci (1835-1907) fu il primo
scrittore italiano insignito del Premio Nobel per la Letteratura nel 1906.
“Maestro e Vate” dell’Italia, risorta con Vittorio Emanuele II di Savoia e
Giuseppe Garibaldi dal 1859, dopo secoli di dominazioni straniere, Carducci
ne additò le radici: antica Roma, umanesimo, rinascimento, illuminismo,
società segrete (carboneria, alla quale appartenne suo padre) e massoneria.
Carducci visse un’adolescenza travagliata. A 15 anni fu incarcerato a Firenze
su richiesta del padre. Nel 1857 morì suo fratello Dante in un alterco col
genitore. Nominato a soli venticinque anni docente di “eloquenza”
all’Università di Bologna, all’insegnamento accompagnò studi severi,
pubblicazione di libri e militanza civile, per la democrazia: guarire la
“gran piaga della miseria”, istruzione elementare, sanità, emancipazione
femminile. Eletto deputato nel 1876, senatore dal 1892, sempre fedele a
Giuseppe Garibaldi, sposato con Elvira Menicucci, padre affettuoso e
angosciato dalla morte di due maschi, ebbe appassionamenti tumultuosi con
Carolina Cristofori Piva (che gli dette un figlio) e Annie Vivanti, donne di
alta cultura. Crebbe uno stuolo di discepoli, tra i quali Giovanni Pascoli, e
fu apprezzato dalla Regina Margherita di Savoia, che ne acquistò la
biblioteca e la casa, oggi “Museo”. A lungo celebre, poi poco a poco obliato,
va riscoperto nei suoi tormenti e nella sua Vera Luce. ALDO ALESSANDRO MOLA (Cuneo,
1943), laureato in filosofia (Torino, 1966), dal 1890 è Medaglia d’Oro di
Benemerito della scuola, della cultura e dell’arte. Già docente di ruolo nei
licei e negli istituti tecnici (1969), preside di liceo (1977-1998), dal 1967
ha pubblicato opere su partito d’azione, storia di massoneria (1976-2018),
monarchia (2002), referendum istituzionale (2006-2021), età giolittiana e
biografie. Direttore di collane editoriali e collaboratore di quotidiani, è
stato redattore di “Il Parlamento Italiano, 1861-1992”. Nel 2011 ha
pubblicato Italia. Un Paese speciale. Il suo Giolitti. Lo statista
della Nuova Italia (2003, poi Giolitti, il senso dello Stato,
RusconiLibri, 2019), premio Presidenza del Consiglio dei Ministri, dal 2012 è
nei “Classici della Storia Mondadori”. Collabora con l’Istituto Italiano per
gli Studi Filosofici (Napoli). Già docente a contratto all’Università Statale
di Milano (Scienze politiche), dal 1992 è contitolare della Cattedra Théodore
Verhaegen (Università di Bruxelles). Nel 2017 ha concorso alla traslazione
delle Salme di Vittorio Emanuele III e della Regina Elena dall’estero al
Santuario di Vicoforte. RECENSIONI
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