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IL TESTO E LE AUTRICI
Due
donne, due geografie lontane, un unico destino di libertà.
Cosa lega Lina Pietravalle, voce potente e ancestrale del Molise
rurale, a Shafiqa Efendizade, pioniera del giornalismo azerbaigiano tra i
bagliori del boom petrolifero di Baku? All’apparenza, nulla. Eppure, scavando
oltre i veli della storia e del silenzio, Maria Stella Rossi e Melaike Hüseyin
hanno rintracciato un’eco comune che vibra attraverso il tempo. Ne consegue
che questo libro non è solo una ricerca letteraria e storiografica, ma un dialogo
interiore tra due anime libere che hanno lottato contro l’oscurità dell’ignoranza
e i pregiudizi del loro tempo. Lina, con il suo realismo che indaga e
accoglie la voce degli ultimi, Shafiqa, con la sua penna rivolta all’emancipazione
delle donne musulmane nel Caucaso, emergono qui sorprendentemente vicine. In
questo saggio le autrici ci guidano in un viaggio che attraversa e comprende il
cuore profondo dell’Italia del Sud e la nascita della Repubblica Democratica dell’Azerbaigian,
dimostrando che il desiderio di conoscenza e il coraggio di esistere oltrepassano
ogni confine.
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MARIA
STELLA ROSSI, giornalista culturale e ambientale, scrittrice. Ha pubblicato
libri di narrativa e saggi sentimentali, quest’ultimi di sua ideazione. I
temi ricorrenti della sua scrittura si dipanano in due filoni, il tempo e
il danno che accompagnano le esistenze, e la tematica della condizione
femminile, particolarmente presente in Il linguaggio perduto degli
oggetti, Respirare il silenzio, Değersiz Kadɩnlar (Le
donne minori, tradotto in turco). Si occupa di ideazioni grafiche, è
fondatrice del Centro Studi “I luoghi dello sguardo”. Nei suoi scritti si
legge l’attenzione per una visione biocentrica della vita, che sostiene la
cura, l’indugio e il reincanto. Componente di Giuria dei Premi Letterari “Angelo
Manuali - Il tributo dei giorni”, “La Casa della Poesia - PeoniArt” e del
Concorso Nazionale per gli Istituti Penitenziari “Colei che ha cambiato la
mia vita”. Ideatrice di video e grafiche, crede e agisce in difesa degli
animali e della Natura.
Nell’ampio
panorama degli studi orientali, la figura di MELAIKE HÜSEYIN si distingue
per un’acuta capacità di far riemergere dal silenzio della storia le
vicende delle donne nel Caucaso e in Medio Oriente. Storica e filologa
dalle radici azere, la studiosa unisce la precisione della ricerca
d’archivio alla sensibilità del traduttore, doti che le permettono di
navigare con eleganza tra le letterature russa, polacca e italiana. In
quest’opera, la Hüseyin intraprende un viaggio intellettuale senza
precedenti, svelando per la prima volta in Italia l’eredità di Shafiqa Efendizade
(nota anche come Esma Sultan). Il volume non è solo una biografia, ma un
ponte culturale che illumina le origini del giornalismo femminile in
Azerbaigian, restituendo dignità a una voce fondamentale del Novecento
orientale.
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